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05/10/2009 > NUTRIZIONE
 
Dimmi cosa mangi e ti dirò quanto rischi

Frutta, verdura, pesce, olio d'oliva, burro e salame sono gli «indicatori» del rischio cardiovascolare

MILANO - Siete appassionati di salame e odiate il pesce? Forse il medico di famiglia vi dirà presto che il vostro livello di rischio cardiovascolare non è irrisorio. Salame e pesce, assieme ad altri quattro alimenti, fanno parte infatti di un «punteggio-dieta» ideato da un gruppo di ricercatori dell'Istituto Mario Negri Sud per identificare in maniera semplice e veloce le persone che con molta probabilità hanno cuore e vasi in pericolo.

QUESTIONARIO – Il metodo, presentato a Barcellona al congresso dell'European Society of Cardiology, è nato per individuare in modo facile e immediato i soggetti ad alto rischio cardiovascolare. I ricercatori si sono chiesti come riuscirci e hanno pensato che indagare la qualità della dieta fosse il modo migliore: «Abbiamo messo a punto un questionario alimentare ridotto, in cui tenere conto soltanto del consumo di frutta, verdura, pesce, olio d'oliva, burro e salame – racconta Roberto Marchioli del Laboratorio di Epidemiologia Clinica delle Malattie Cardiovascolari del Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro, responsabile della ricerca –. Abbiamo dovuto semplificare anche perché volevamo studiare grandi numeri: lo studio è stato condotto coinvolgendo 860 medici di famiglia e più di 12.500 italiani, un questionario alimentare completo sarebbe stato difficile da somministrare». La semplificazione non è certo un male, in questo caso: i risultati dimostrano che basta chiedere quanto spesso e in che quantità si consumano i 6 alimenti-indicatori per avere un'idea del rischio di infarto e altre malattie cardiovascolari di ciascuno di noi.

INDICATORI – Il motivo è, anche questo, semplice: la dieta è uno degli elementi che più contano nel determinare il rischio cardiovascolare, valutarla in maniera facile e con poche domande è perciò un metodo utilissimo per farsi un'idea abbastanza precisa di come stanno cuore e vasi. «Gli alimenti che abbiamo scelto sono degli indicatori affidabili della tipologia di alimentazione seguita – dice Marchioli –. Ci dicono cioè se il soggetto tende più a una dieta sana perché predilige frutta, verdura, pesce e olio d'oliva o piuttosto segue un'alimentazione ricca di grassi saturi come burro e salame. C'è di più: questi cibi non solo indicano la correttezza della dieta, ma si associano anche a stili di vita più o meno salutari». In altre parole, chi non si fa mai mancare burro e salame non solo mangia male in generale, ma è anche più spesso un fumatore, magari pure sedentario. «Non solo, di solito è anche una persona più restia a mettere in pratica comportamenti preventivi – aggiunge il ricercatore –. Il punteggio-dieta è perciò un modo semplice per capire come mangia e come vive la persona: lo potranno usare i medici di base per individuare i casi in cui è opportuno intervenire con consigli per modificare lo stile di vita o altri tipi di trattamento».

Fonte: corriere.it