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05/10/2009 > CRONACA
 
Messina, Roma diramò due allarmi

Mille case dovevano essere demolite

La tragedia di Messina forse poteva essere evitata. Il 30 settembre due avvisi di emergenza sono stati diramati dal Dipartimento della protezio­ne civile di Roma ai prefetti della Sicilia. Avvisi di "condizioni meteoro­logiche avverse" che avrebbero dovuto avviare una procedura standard di difesa, in realtà mai attuata. Inoltre, dal 2007 a oggi, la Polizia munici­pale di Messina ha chiesto la demolizione di 1.191 edifici. Ma sono ancora tutti lì.

Il Corriere della Sera denuncia "una catena di errori, omissioni e ritardi dietro la tragedia di Messina. Ci sono le responsabilità di chi sarebbe do­vuto intervenire per far fronte a due avvisi di emergenza che in­vece sembrano non essere stati tenuti nella giusta considerazio­ne e, da parte di alcuni enti, addi­rittura ignorati" si legge. Le inchieste in corso dovrebbero quindi stabilire le singole responsabilità.

Secondo una direttiva firma­ta nel febbraio del 2004 dal presidente del Consiglio, Silvio Ber­lusconi, in caso di precipitazioni più intense del previsto dovrebbe far scattare un sistema di valutazione della situazione. Nel caso specifico, si sarebbe dovuto osservare in che stato erano i paesi che si trovano sotto la montagna con l'aumentare dell'intensità del temporale e valutare, eventualmetne, l'ipotesi di evacuare le abitazioni delle zone più a rischio di smottamento.

Inoltre, sempre il Corriere ha scoperto che dal 2007 ad oggi, la Polizia munici­pale di Messina ha chiesto la demolizione di 1.191 manufatti. Perloppiù per palesi violazioni alle leggi urbanistiche. Ma nessuna di que­ste 1.191 demolizioni ha avuto luogo. Per le aziende addette a queste demolizioni vige come un codice di comportamento: queste cose non si fanno.

Fonte: tgcom.it